Recensione film Harry Potter e il Calice di Fuoco


Sul derby di Quidditch tira un'aria tesa e violenta e, quando appaiono i seguaci di Voldemort, spaventosi Mangiamorte molto simili a hooligan, è subito chiaro che nel torneo delle scope volanti si è insinuato il germe del vero terrore. L'avventura, stavolta, è altamente pericolosa, roba da grandi, insomma, visto che gli anni sono passati e per i maghetti è finito l'allegro tempo dell'apprendistato. Alle soglie dell'età difficile, adolescenti alle prese con tempeste ormonali e turbamenti del cuore, Harry Potter e i suoi amici danno vita, nel quarto capitolo della serie tratta dai racconti best-seller di J.K. Rowling, a una storia molto più inquietante del solito, immersa nelle tenebre della favola nera più che nella luce rassicurante delle candele sospese a mezz'aria nel gran refettorio della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. E infatti, prima ancora dell'arrivo nelle sale inglesi (il 18 novembre, mentre in Italia l'uscita è prevista per il 25) Harry Potter e il Calice di Fuoco è stato vietato ai minori di 12 anni non accompagnati da un adulto. La «British Board of Film Classification» ha ritenuto che atmosfere e linguaggi del film non fossero adatti ai più piccoli e in effetti il cambio di clima è notevole. Meno magia sorridente, più effetti speciali e trasformazioni raccapriccianti, ma soprattutto personaggi cambiati nel fisico e nell'atteggiamento. Il protagonista Daniel Radcliffe, ha perso l'ovale tondeggiante da bambino per acquistare mascella dura e sguardo stralunato; il suo amico del cuore Ron (Rupert Grint) ha la chioma rossa arruffata e l'aria torva da ragazzino arrabbiato con il mondo; la saggia Hermione (Emma Watson) è meno razionale e secchiona di un tempo e, per la prima volta in abito da sera, accetta la corte di uno studente più grande, proprio come si conviene alle ragazzine della sua età. Diretto da Mike Newell, terzo autore ingaggiato per la saga, dopo Chris Columbus e Alfonso Cuaron, Harry Potter e il Calice di fuoco mette i personaggi a contatto con altri coetanei, diversi e venuti da lontano, per partecipare all'importante Torneo Tremaghi. Nei severi corridoi di Hogwarts irrompe la pattuglia leggiadra delle fanciulle dell'Accademia di Beauxbatons, seguita a ruota dalla squadra dei ragazzi dell'Istituto Durmstrang, solidi, muscolosi, perfetti. Durante il Ballo del Ceppo i vari gruppi si mescolano, prima a passo di valzer, poi, nel finale, sulle note scatenate del rock, tra delusioni di cuore e primi fremiti del corpo. «Per me - dice Newell - l'essenza di questa storia è un thriller. Ci sono scene stupende, che vanno dall'eccitazione del Torneo Tremaghi, all'umorismo e alle pene d'amore del Ballo del Ceppo, ma, a condurre la storia, è il filo di questo thriller meraviglioso nel quale qualcosa di veramente malvagio va alla ricerca di Harry e solo lui ha il potere di contrastarlo». La massima sfida arriva alla fine, quando Harry Potter si ritrova al cospetto dell'orrido Voldemort, l'incubo della sua breve esistenza, il mago del male che gli ha ucciso i genitori. Per diventare il viscido nemico di Harry, l'attore Ralph Fiennes, uno tra i più fascinosi della scena internazionale, si è sottoposto a un trucco che lo ha trasformato in una specie di mummia vivente, con la pelle pallida e traslucida, attraversata da un groviglio di vene bluastre, gli occhi incavati, il naso ridotto a due fessure, i piedi nudi, un manto nero fluttuante sulle spalle: «E' abbastanza complicato interpretare qualcuno che sia l'essenza del male, nelle discussioni con il regista a proposito del mio personaggio abbiamo pensato di dargli delle qualità umane, volevo che il mio Voldemort fosse davvero e profondamente "il male". La sua natura ha a che fare con un'infanzia triste, da bambino rifiutato, è da allora che la sua rabbia, la sua invidia, il suo odio, hanno iniziato a maturare». Recitandogli accanto Daniel Radcliffe racconta di aver vissuto «un'esperienza davvero intensa. Ho imparato osservando il modo con cui ha usato il suo corpo e le sue mani». Il tempo degli scherzi e delle ingenue formule fatate è lontano. L'intrepido Harry, cresciuto a furia di spaventi ed esami soprannaturali, già avverte tormenti e contraddizioni dell'età adulta: «Cio' che mi piace davvero di Potter - dice Radcliffe - è che lui non è certo un eroe in senso classico, un coraggioso Superman che vince sempre. In realtà è molto vulnerabile e spaventato. Sebbene abbia aiutato tante persone, credo che desideri sempre ardentemente lasciarsi il passato alle spalle e finirla con sta storia dell'eroe». - Fonte La Stampa -

Recensioni film




Continua a leggere tutte le recensioni sul sito recensione.info

Recensione & Recensioni


Recensioni film, Recensioni dvd, Recensioni giochi, Recensioni ristoranti, Recensione libro, Recensioni escort



Oppure visita il sito d'informazione con tutte le ultime notizie di cronaca dell'ultima ora di oggi
Ultime Notizie