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I luoghi comuni sugli OGM

Gli OGM sono stati presentati al pubblico come un fenomeno inevitabile della ricerca scientifica, in grado di debellare la fame nel mondo, ridurre l’inquinamento ambientale e sconfiggere il cancro. In realtà allo stato attuale delle cose, gli OGM in campo agroalimentare hanno prodotto solo danni ambientali ed economici inattesi. In occasione del dibattito Ogm-agricoltura-economia, tenutosi il 18 maggio, con Jeremy Rifkin, noi Verdi abbiamo provveduto a stilare le 10 domande più frequenti in materia di organismi geneticamente manipolati.

1. GLI OGM SONO SEMPRE STATI PRODOTTI IN NATURA E DALL’UOMO

L’agricoltura è di per sé un’attività che assoggetta l’ambiente alle necessità umane e tante varietà vegetali e razze animali sono il risultato di incroci selezionati per concentrare tutte le caratteristiche positive di diversi ceppi. Per fare questo, però, è necessario che i soggetti che si incrociano siano di sesso opposto ed appartenenti ad individui della stessa specie o di specie affini, altrimenti entrano in gioco le barriere naturali che ne impediscono la fecondazione. Tutti gli incroci avvenuti naturalmente o in maniera forzata sono stati posti al vaglio della selezione naturale che ha permesso il rimescolamento di DNA solo tra individui affini. Al contrario, gli OGM sono il frutto della ricombinazione del DNA di organismi diversi e che in natura non potrebbero scambiarsi il materiale ereditario attraverso la fecondazione. Per questo motivo sostenere che gli OGM sono sempre stati selezionati dall’uomo, non corrisponde al vero

2. GLI OGM SONO CONTROLLATI COME I FARMACI

Il rilascio di permessi di commercializzazione di nuovi farmaci prevede una prima fase di studio di laboratorio a cui segue la sperimentazione composta in genere da tre fasi, ciascuna delle quali può durare fino a quattro anni. Nonostante ciò, accade con una certa frequenza che alcuni effetti collaterali sfuggano alla valutazione preventiva e si renda necessario ritirare il prodotto anche dopo anni di utilizzo. Anche per alcuni additivi alimentari, alle aziende produttrici è richiesto di presentare i risultati di test che possono durare svariati anni. Per l’approvazione degli OGM in campo alimentare, al contrario, si è coniato una nuova procedura denominata della “sostanziale equivalenza” secondo cui modificando piccole porzioni di DNA, le caratteristiche della discendenza non sarebbero comunque differenti da quelle degli organismi non manipolati di partenza. In realtà, studi condotti sulla soia resistente all’erbicida Roundup, entrambi prodotti dalla Monsanto, mostrano differenze significative nella composizione della pianta manipolata. In particolare, l’aumento di un agente che inibisce la formazione di un enzima che digerisce le proteine, associato a ritardi nell’accrescimento e nell’induzione di alterazioni delle cellule pancreatiche in studi animali, pone seri interrogativi per la salute umana. E’ inoltre risaputo che l’espressione dei geni lungo la catena del DNA è data non solo dalle caratteristiche del singolo ma anche da quali altri geni lo precedono e/o lo seguono. Questo fenomeno, detto “effetto vicinanza” rende scientificamente inaccettabile il concetto di sostanziale equivalenza.