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	<title>La pubblicità, musica pubblicità, download pubblicità, video pubblicità, immagini pubblicità &#187; Cartelloni pubblicitari</title>
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	<description>Analisi critica della pubblicità su internet, in televisione e sui manifesti pubblicitari. La colonna sonora di una pubblicità originale. Video degli spot pubblicitari migliori. Claim headline pay-off slogan e frasi pubblicitarie. Foto e immagini della pubblictà creativa. Fare pubblicità imparando cos'è la pubblicità di oggi secondo la storia della pubblicità. Download pubblicità e imposta la pubblicità.</description>
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		<title>Storia della pubblicità</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 10:59:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile datare con certezza il momento di nascita della pubblicità, perchè si è sviluppata in modo progressivo. Possiamo però correttamente considerare che si sia sviluppata negli ultimi due decenni del secolo scorso. I primi <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/manifesti-pubblicitari" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with manifesti pubblicitari">manifesti pubblicitari</a> in bianco e nero comparirono a Parigi già nei primi anni del 800 mentre la professione dell&#8217;<a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/agente-pubblicitario" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with agente pubblicitario">agente pubblicitario</a> che vende gli spazi <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/pubblicitari" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with pubblicitari">pubblicitari</a> sui giornali prese vita negli Stati Uniti dagli anni &#8216;40. La pubblicità in quanto istituzione sociale si sviluppa già dalla fine dell&#8217;800 mentre diventa sistema industriale di comunicazione a partire dagli anni &#8216;20 producendo valori e modelli di comportamento e uno sviluppo di una cultura di massa per la nascente comunità dei consumi. Ciò è reso possibile anche dal fatto che so­no da poco comparsi degli strumenti che consentono per la pri­ma volta il superamento del tradizionale ambito locale del comrpercio e della comunicazione, ampliando enormemente le pos­sibilità di circolazione dei beni e dei messaggi: vetrine dei ne­gozi, esposizioni universali, department stores e grandi magaz­zini, cataloghi  di vendita per corrispondenza, quotidiani popo­lari, romanzi d&#8217;appendice, cinema. E grazie a questi strumenti che nascono le prime marche aziendali e nascono soprattutto i nuovi mercati del consumo di massa, nei quali ogni prodotto incontra non più un consumatore soltanto, ma molti allo stesso tempo. Non è un caso dunque che siano gli stessi fratelli Lumière, che con la storica proiezione del 1895 al Grand Café di Parigi avevano dato inizio a uno spettacolo cinematografico, a realizzare qualche anno più tardi, ed esattamente nel 1904 an­che quello che può essere considerato il primo <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/spot-pubblicitario" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with spot pubblicitario">spot pubblicitario</a>: un filmato sullo champagne Moët &amp; Chandon.</p>
<p>Ciò che è comune a tutti questi nuovi strumenti è il privilegiare l&#8217;impiego dell&#8217;immagine e con esso l&#8217;organo della vista. Essi mutano radicalmente il modo di percepire e vivere i prodotti, perché il consumatore è costretto ad avere un contatto visivo con questi ultimi. I quali vengono così valorizzati  non attraverso il loro valore d&#8217;uso, ma attraverso la loro esteriorizzazione e il loro entrare in una logica di tipo comunicativo.<br />
 <br />
Non va dimenticato del resto il fenomeno dell&#8217;urbanizzazione e della socializzazione alla nuova cultura urbana e metropo­litana di grandi masse di persone provenienti da una realtà di tipo rurale. La metropoli e le sue strade vanno a costituire in­fatti un nuovo territorio fisico e culturale insieme nel quale i cartelloni <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/pubblicitari" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with pubblicitari">pubblicitari</a> possono esprimersi compiutamente. E non va dimenticato, ovviamente, anche il ruolo svolto in que­sto processo dalle imprese. Queste infatti, dopo aver raziona­lizzato il proprio ambiente interno attraverso l&#8217;introduzione della produzione in serie, della catena di montaggio e delle nuove tecniche tayloriste di organizzazione del lavoro, si trovano di fronte ad un eccesso di offerta. Devono pertanto favorire la nascita nell&#8217;ambiente esterno di una domanda di massa per i beni che producono. Il marketing viene creato appunto nel mondo dell&#8217;impresa con questo preciso scopo e la pubblicità, insieme al disegno industriale, ne costituisce un docile trumento.<br />
 <br />
Il collante della nuova cultura del consumo che si viene formando è costituito da un&#8217;etica di tipo individualistico. Le forme di aggregazione tipiche dei gruppi sociali tradizionali sono costituite da individui singoli, lasciati soli di fronte alle merci e alla costante ricerca di un&#8217;autovalorizzazione del proprio Sé. Inoltre, la comparsa di tutti gli strumenti e i fenomeni che so­no stati appena indicati produce nel sociale una grande frattura culturale con la quale si può dire che si sviluppa proprio quell&#8217; epoca moderna che si incentra principalmente sulla nuova etica individualistica.<br />
 <br />
Anche la pubblicità nasce quindi con la nascita della modernità. È anzi strettamente connaturata ad essa, in quanto consente il pieno affermarsi di uno dei capisaldi del pensiero moderno: l&#8217;ideale di un sistema sociale &#8220;trasparente&#8221; regolato dal principio della visibilità e dal progressivo imporsi della neces­sità di un&#8217;immagine pubblica per tutti i soggetti che compon­gono la nuova massa anonima della metropoli. Tale ideale ha trovato proprio nell&#8217;atto di &#8220;rendere pubblico&#8221; della pubblicità e nel corrispondente atto di &#8220;rendere manifesto&#8221; del manifesto dei fedeli alleati.<br />
 <br />
A ben vedere però, la nascita della pubblicità e della modernità non può essere adeguatamente compresa se non è messa in relazione con un altro grande fenomeno che si sviluppa all&#8217;incirca nello stesso periodo: la <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a>. Quest&#8217;ultima infatti viene solitamente fatta risalire all&#8217;apertura a Parigi nell&#8217; autunno 1857 del primo vero atelier di <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/haute-couture" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with haute couture">haute couture</a> da parte di Charles Frédéric Worth e fa parte dello stesso progetto consumistico di natura estetica. Ma questa relazione tra pubblicità <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> e moderno ci porterebbe troppo lontano. Ci limiteremo a sviluppare in questa sede un&#8217;illuminante frase di <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/walter-benjamin" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Walter Benjamin">Walter Benjamin</a>, il quale, nonostante il suo credo profondamente marxista. è affascinato negli anni &#8216;30 da uno dei propulsori della nuova fase moderna dello sviluppo industriale e cioè appunto dal meccanismo della <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a>. Secondo Benjamin:</p>
<p><cite>la <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> ha aperto il luogo di scambio dialettico fra donna e merce ­fra piacere e cadavere&#8230; Perciò cambia così in fretta; solletica la morte e, quando questa si guarda attorno per sconfiggerla, essa è già diventata un&#8217;altra, nuova.</cite></p>
<p>La velocità vitale della <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> esorcizza cioè per Benjamin la morte, esorcizza quel processo di reificazione mortale che è creato dal sistema industriale attraverso la sua produzione di massa di merci inerti. E anche la pubblicità ha come armi essenziali l&#8217;inatteso e la sorpresa, in quanto è mossa dalle stesse leggi che governano il funzionamento della <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a>: mutamenti continui, durata effimera e ricerca ostinata dell&#8217; originalità. Come la <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> cioè, anche la pubblicità pratica quella religione del nuovo a tutti i costi che le consente di esorcizzare il fantasma della morte.</p>
<p>La produzione artistica è generalmente esclusa da queste di­namiche, perché i suoi ritmi risalgono a un tempo lontano e sono troppo lenti di fronte all&#8217;ossessione per la velocità della nuova tecnica capitalistica. La <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> e la pubblicità non possono dunque esorcizzare quella morte dell&#8217;arte che era stata già profetizzata da <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/hegel" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Hegel">Hegel</a>. Fanno eccezione però gli artisti delle cosiddette &#8220;avanguardie storiche&#8221;, i quali, tra la fine dell&#8217; 800 e la fine del &#8216;900, sono stati spesso in grado di accelerare i ritmi tendenzialmente contemplativi dell&#8217; arte per gettarsi nella corsa della modernità. Essi infatti, mirando a superare la tradizionale separatezza tra arte e società attraverso un processo di radicale &#8220;ricostruzione dell&#8217;universo&#8221;, hanno saputo anticipare in molti casi le successive riflessioni degli intellettuali sulla <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/comunicazione-pubblicitaria" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with comunicazione pubblicitaria">comunicazione pubblicitaria</a>.</p>
<p>Si può dunque sottoscrivere con certezza quello che hanno sostenuto recentemente <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/kirk-varnedoe" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Kirk Varnedoe">Kirk Varnedoe</a> e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/adam-gopnik" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Adam Gopnik">Adam Gopnik</a> e cioè che «l&#8217;arte moderna e la pubblicità moderna sono nate insieme alla fine del diciannovesimo secolo». Il primo tentativo di stabilire un legame diretto tra produzione artistica e mondo pubblicitario è probabilmente quello effettuato dall&#8217;imprenditore inglese <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/a-f-pears" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with A. F. Pears">A. F. Pears</a>, il quale acquista nel 1886 il dipinto Bubbles di <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/john-everett-millais" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with John Everett Millais">John Everett Millais</a>, il più importante pittore della tarda era vittoriana, e lo impiega in esclusiva per pubblicizzare il suo omonimo sapone, che è ancora oggi disponibile sul mercato.<br />
 <br />
È però con la messa a punto definitiva della tecnica cromolitografica di stampa, negli anni &#8216;80 e &#8216;90 del secolo scorso, che nasce il manifesto pubblicitario a colori, il quale, grazie alla sua possibilità di essere moltiplicato all&#8217;infinito per le nuove masse urbane e alla sua immediatezza comunicativa che gli permette di scavalcare efficacemente la barriera costituita dall&#8217;analfabetismo, mette in crisi il tradizionale mito dell &#8216;unicità dell&#8217;opera d&#8217;arte. Ne deriva un processo di rapida diffusione del manifesto pubblicitario che ha tra i suoi principali protagonisti alcuni pittori post-impressionisti francesi come Henri<br />
de Toulouse-Lautrec e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/pierre-bonnard" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pierre Bonnard">Pierre Bonnard</a>, ma anche diversi artisti specializzatisi in questa particolare area d&#8217;attività creativa, come i francesi <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/jules-cheret" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Jules Chéret">Jules Chéret</a> e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/alphons-mucha" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Alphons Mucha">Alphons Mucha</a> o gli italiani Marello Dudovich e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/leonetto-cappiello" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Leonetto Cappiello">Leonetto Cappiello</a>.<br />
 <br />
Per secoli, le immagini pubbliche erano rappresentate solamente da delle icone di carattere religioso, che costituivano l&#8217;unica vera forma di arte popolare, mentre le immagini profane, veicolate principalmente dalla pittura borghese, erano confinate negli ambienti domestici. Ora invece, con il manifesto pubblicitario, anche le immagini laiche e mondane possono venire esposte per la prima volta in pubblico.</p>
<p>È comunque soltanto all&#8217;inizio di questo secolo, con la Secessione viennese e soprattutto con i futuristi, che gli artisti riescono a stabilire una sintonia con il nuovo mondo industriale, comprendendo la natura innovativa posseduta dalla <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/comunicazione-pubblicitaria" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with comunicazione pubblicitaria">comunicazione pubblicitaria</a> e le forti connessioni esistenti tra mondo dell&#8217;industria, pubblicità e produzione di forme espressive di tipo artistico. Una sintonia tale che anche un personaggio ome Gabriele D&#8217;Annunzio si lascia tentare dal lavoro di <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/copywriter" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with copywriter">copywriter</a>, dando il nome alla Rinascente e prestando la sua reatività e il suo prestigio personale a diversi prodotti, tra i quali ricordiamo il liquore Aurum e i biscotti Saiwa.</p>
<p>Ma è in particolare il futurista <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/fortunato-depero" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Fortunato Depero">Fortunato Depero</a> che qui va ricordato, perché nel 1919 crea la Casa d&#8217;Arte Futurista, che volge le stesse funzioni di un&#8217;odierna agenzia di pubblicità e mette a punto per Campari quell&#8217;originale <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/strategia-di-comunicazione" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with strategia di comunicazione">strategia di comunicazione</a> che è ancora oggi di una straordinaria attualità. Non è un caso dunque che per lo stesso Depero:</p>
<p><cite>l&#8217;arte deve marciare di pari passo all&#8217; industria, alla scienza, alla po­litica, alla <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/moda" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with moda">moda</a> del tempo, glorificandole &#8211; tale arte glorificatrice venne iniziata dal futurismo e dall&#8217;arte pubblicitaria &#8211; l&#8217;arte della pubblicità è un&#8217; arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi&#8230; arte gioconda &#8211; spavalda &#8211; esilarante &#8211; ottimista.</cite><br />
 <br />
Contemporaneamente, anche i principali esponenti del Futu­rismo russo si dedicano alla <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/comunicazione-pubblicitaria" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with comunicazione pubblicitaria">comunicazione pubblicitaria</a>. È soprattutto da ricordare la coppia formata da <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/vladimir-majakovskij" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Vladimir Majakovskij">Vladimir Majakovskij</a> e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/alexander-rodcenko" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Alexander Rodcenko">Alexander Rodcenko</a>, che dà vita nel 1923 ad una società, la Publiconstructeur, con la quale realizza <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/pannelli-pubblicitari" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with pannelli pubblicitari">pannelli pubblicitari</a>, insegne luminose e packaging per le principali industrie di Stato dell&#8217;epoca. Per Majakovskij addirittura:<br />
 <br />
<cite>non bisogna gridare ai mali e alle brutture della pubblicità, ma piut­tosto spingere verso di essa artisti e scrittori, perché la pubblicità, come la guerra per Marinetti, è l&#8217;igiene del mondo.</cite><br />
 <br />
Va ricordato inoltre l&#8217;analogo lavoro da &#8220;<a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/pubblicitari" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with pubblicitari">pubblicitari</a>&#8221; svolto sia dai dadaisti <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/kurt-schwitters" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Kurt Schwitters">Kurt Schwitters</a> e <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/man-ray" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Man Ray">Man Ray</a>, che dal surrealista <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/rene-magritte" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with René Magritte">René Magritte</a>. Lo stesso Benjamin ha osservato all&#8217;epoca che:<br />
 <br />
<cite>La poesia surrealista tratta le parole come nomi di ditte commerciali; i suoi testi sono in fondo dépliants di imprese non ancora consolidate.</cite><br />
 <br />
Ma le avanguardie storiche rappresentano, com&#8217;è noto, l&#8217;estremo tentativo di salvare quel possibile legame tra arte e società che è saltato con il pieno affermarsi del processo capitalistico di produzione e con il presentarsi appunto della morte hegeliana dell&#8217;arte. Lo sviluppo capitalistico prosegue invece rapido il suo corso e l&#8217;arte ne viene progressivamente emarginata, a tutto vantaggio della <a href="http://www.sidoli.org/blog/tag/comunicazione-pubblicitaria" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with comunicazione pubblicitaria">comunicazione pubblicitaria</a>.</p>
<p>È probabilmente per questo motivo che la società industriale di massa ha avuto bisogno di crearsi il mito idealista dell&#8217;arte &#8220;pura&#8221;, arte separata dalla società ma da contemplare sacralmente e legata a poche tecniche (olio, tempera) e a pochi luoghi di presentazione (musei e gallerie private). Essa infatti ha l&#8217;assoluta necessità di poter attingere liberamente ai contributi creativi degli artisti, di &#8220;socializzare&#8221; cioè sempre più l&#8217;arte per i propri fini comunicativi e commerciali. Ma proprio questa necessità fa sì che, allo stesso tempo, l&#8217;arte, seppure dovendo assumere una diversa natura, entri sempre più in profondità nel sistema sociale &#8220;estetizzandolo&#8221; completamente.</p>
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