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I ragazzi del circolo 02PD di Milano hanno realizzato con i propri fondi un video originale per Walter Veltroni utilizzando le basi della canzone Y.M.C.A dei Village People ma è arrivata puntuale la richiesta della concessionaria per l’Italia della proprietà della composizione di Bellolo – Morali Willis di rimuovere il video. Il successo di questo mini spot pubblicitario è stato ottenuta grazie alla notizia della rimozione che ha fatto il giro di internet portando alla pubblicazione di varie versioni di I’m Pd con la possibilità anche di scaricare da YouTube il video o da programmi P2P (file sharing peer-to-peer). Interessante notare che durante la convention del Pdl la canzone Y.M.C.A è stata utilizzata nella versione originale senza creare le ire dei Village People.
Secondo uno sondaggio politico elettorale di demos & PI i giovani sarebbero tentati a votare una formazione politica di destra. La nuova formazione politica La Destra deve rosicchiare dei punti al Popolo della Libertà visto che adesso c’è in palio un 5% di elettori giovani di destra indecisi. Il partito de La Destra deriva da una corrente di Alleanza Nazionale conosciuta con il nomen D-Destra che inseguito ha optato per la scissione dal partito di Fini. Leader del partito è Francesco Storace. Il manifesto si riassume in una Destra: cattolica, solidale, europea, occidentale e cristiana. La campagna elettorale de La Destra punta a marcare la differenza con Alleanza Nazionale e con il Pdl. I manifesti elettorali de La Destra non hanno suddivisione grafica dello spazio pubblicitario ma c’è unità nel messaggio. Testimonial è la candidata premier Daniela Santanchè. La foto della candidata è bianco e nero ed è posta nella parte di sinistra del manifesto mentre nell’area di destra abbiamo il claim “Io credo.” Lo sfondo è su un griggio antracite unico per dare una continuità nel messaggio pubblicitario. Il contenuto della pubblicità elettorale è suddiviso in tre periodo brevi: “Nel popolo italiano.” - ”Nella forza dei valori” – “In un futuro migliore.” Il testo riassume in parte il manifesto del partito dove emerge: nazionalismo e conservatorismo. Nello spazio in basso a sinistra c’è il baseline che invita a votare: “Santanchè Presidente” mentre a destra c’è il logo del partito. Non c’è grande innovazione in un manifesto che gioca nei chiaro/scuri unicamente per dare risalto al claim e poco al contenuto ma è lodevole la scelta cromatica del giallo del baseline che rimanda al logo e quindi raddoppia il significato del voto a La Destra.
Il Partito Democratico è una formazione politica nuova che ha saputo rompere con il duopolio della Seconda Repubblica ottenendo cinque formazioni politiche in corsa per la premiership. Walter Veltroni si è distinto per la sua rottura con la Sinistra Arcobaleno puntando a una corsa sia alla Camera che al Senato senza l’alleanza con i cugini della sinistra massimalista. La campagna elettorale del Pd può essere paragonata a quella del Pdl per l’uso del testimonial candidato a premier. I cartelloni elettorali scelti dalla segreteria del Partito Democratico sono di dimensioni 6 x 3 e 4 x 3. Il claim o slogan pubblicitario adottato sono tre: “Non cambiate un governo. Cambiate l’Italia.” – “Non pensate a quale partito. Pensate a quale Paese.” – “Non rientrate nel caos. Voltate pagina.” Le frasi pubblicitarie rimandano a un senso di responsabilità come chiedeva a suo tempo il leader storico del Partito Democratico americano, John Fitzgerald Kennedy, “Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese”. Si osservi come nel primo e nel secondo claim del Partito Democratico ci sia una ripetizione del verbo proprio per rafforzare il senso del secondo periodo, mentre nel secondo slogan tra il verbo “rientrate” e “voltate” è chiara l’idea di cambiamento che propone il Pd. La diposizione grafica del manifesto elettorale può essere riassunta su due livelli di comunicazione orizzontali. A sinistra appare l’immagine del candiato premier come visual ad che attira l’attenzione dell’elettore verso il messaggio elettorale posto a destra. Lo slogan si sviluppa in due periodi seguito dal simbolo e da un baseline uguale per tutti i manifesti: “Un Italia moderna. Si può fare.”
La Sinistra Arcobaleno durante la campagna elettorale per le elezioni di aprile ha scelto una strategia di comunicazione che va oltre la staticità della pubblicità elettorale. Nei manifesti elettorali non appare il testimonial ovvero il leader politico che presta la propria immagine a fini elettorali ma solo testo. Il cartellone pubblicitario de la Sinistra l’Arcobaleno è diviso in due parti: una di destra e una di sinistra. In quella di sinistra appare il claim: “Aumentare i salari” seguito dal simbolo politico o logo e dal baseline: “Fai una scelta di parte” che riassume il senso della scelta del voto; mentre nello spazio di destra emerge il contrasto di colore che punta essenzialmente a marcare l’attenzione dell’elettore sul lato sinistro dove c’è l’essenza del messaggio elettorale. La contrapposizione degli spazi non sembra un caso. Nella parte di sinistra c’è la sintesi del programma politico elettorale della Sinistra Arcobaleno mentre a destra c’è il nero e la frase “Aumentare i precari?” un rimandando di significato se si sceglie di non votare la Sinistra.